Polonia

Si è soliti pensare che più si va lontano più il viaggio sarà particolare e speciale, ma i pochi giorni nella foresta della Polonia sud-orientale, ci hanno regalato esperienze così intense ed emozioni tanto forti da entrare a pieno diritto nei grandi viaggi.

Qualche anno fa avevo letto un articolo molto interessante sul prolifico programma di ripopolamento del bisonte europeo, di cui ammetto non sapevo nulla, e da allora il desiderio di trovarci faccia a faccia con il grande mammifero si è fatto largo nei nostri sogni di viaggiatori. Complice il periodo di chiusura scolastica in primavera favorevole e un comodo volo da Genova a Varsavia, eccoci in partenza con una famiglia di amici per una breve ma intensa esperienza di safari fotografico nelle foreste e brughiere polacche, e per l’occasione abbiamo anche noleggiato un potente obiettivo con lenti 250-700 mm. Eravamo consapevoli sin dal principio che non si sarebbe trattata di una vacanza, considerando soprattutto le levatacce mattutine, ma di una grande ed emozionante avventura nella natura incontaminata.

Aprile 2025

Il mondo in tasca - Polonia

Abbiamo trascorso i primi due giorni nelle brughiere paludose del Biebrza National Park, dimora di un’infinità di uccelli sia migratori che stanziali, tra cui bellissime gru, e di un gran numero di cervi grigi e dei più sfuggenti e regali cervi rossi. Ciò che ci ha attirato fin qui però è la grande popolazione di alci, animale molto schivo e con cui avevamo un “conto in sospeso” (eravamo tornati dal Canada orientale molto delusi per non averne viste) ma che alle prime luci del mattino spesso vaga indisturbato per le lande del parco; fortunatamente i nostri desideri sono stati ampiamente appagati. Infatti, grazie all’aiuto di una guida naturalistica del parco, nonché abile fotografa, siamo riusciti a scovare ed ammirare diversi esemplari di alci, tra cui anche una femmina incinta di due gemelli amichevolmente soprannominata Melania e due fratelli maschi nascosti tra i fusti della foresta. Ma se le alci ci hanno finalmente regalato il batticuore, ad affascinarci è stato il paesaggio stesso, fatto di lande infinite attraversate dai corsi d’acqua, disseminate qua e là torrette d’osservazione per fotografi, naturalisti e cercatori di emozioni; le cicogne fanno i nidi sui camini e i piccoli villaggi rimandano alla vita di campagna di un tempo, qui la vita scorre lenta seguendo i tempi della natura, i bambini giocano tutti assieme all’aria aperte e i vicini si scambiano le torte. Un luogo che sicuramente fa bene all’anima e al cuore e da cui non ci vorrebbe allontanare.

Ci siamo poi spostati nel Bialowieza National Park, dove sopravvive l’ultima grande foresta primordiale europea, una vasta area in parte in territorio polacco e in parte biellorusso, frutto di un grande progetto di conservazione e salvaguardia naturale che pian piano include nuovi terreni; la cui esistenza è legata anche alla caparbietà di una grande donna, l’aristocratica Simona Kossak, che ha abbandonato gli agi per vivere nella foresta in simbiosi con la natura, lottando per preservarla.

L’accesso all’antica foresta è consentita solo se accompagnati da guide esperte, e varcare i cancelli di delimitazione è letteralmente come compiere un salto nel jurassico; appena si mette piede in questa meraviglia naturale subito tutti i nostri sensi vengono allertati ed intensificano la propria ricezione: l’aria è pervasa da profumi intensi che arricchiscono le nostre narici e attivano le papille gustative (qui vivono circa dieci mila tipi di funghi); basta rimanere in silenzio pochi minuti per percepire il cinguettio di un’infinità d’uccelli e il fruscio dei rami e delle foglie di alberi e arbusti avvinghiati in perfetto equilibrio; gli occhi rimangono invece incantati non solo dall’altezza degli alberi decisamente al di sopra della media, ma anche dallo scintillio delle varie intensità di verde, dai colori intensi dei fiorellini del sottobosco e dalle tonalità sgargianti dei funghi; le mani vorrebbero accarezzare i soffici muschi e le possenti cortecce, ma è bene ricordare che qui la natura deve regnare sovrana e noi siamo soli ospiti a cui è stato concesso di ammirare tutta la sua potenza e maestria, è vietato raccogliere qualsiasi cosa e posare piede al di fuori dei sentieri. Abbiamo avuto la fortuna di visitare la foresta primordiale con una guida eccezionale, Joao Farro: una persona di una competenza e una sensibilità straordinarie, che con passione ci ha svelato i segreti reconditi di un luogo così speciale, trasportandoci con i racconti nella foresta incantata e facendoci sentire almeno per una volta parte di un modo meraviglioso, un tutt’uno con Madre Natura. Che esperienza incredibile! Difficile riaprire gli occhi da un sogno così intenso e ancor più difficile tornare al grigio della città dopo aver visto il tripudio di colori e profumi che pervaderebbe le nostre terre se l’uomo non le deturpasse.

Ma Joao si è rivelato una grande esperto anche dei bisonti, i possenti mammiferi che hanno costituito il principale motivo del nostro viaggio, e che grazie alla sua abilità e conoscenza abbiamo potuto ammirare ad una distanza ravvicinata, seppur con la dovuta attenzione e soprattutto nel rispetto degli animali e del loro territorio. Joao infatti sa riconoscere eventuali nervosismi o momenti di paura e stress degli animali osservando il loro comportamento, anche un minimo gesto può essere indicativo, e attendendo con pazienza di essere accettati, abbiamo avuto modo di osservare dapprima una grande mandria di circa 70 individui di femmine gravide o con i piccoli, e diversi esemplari di possenti maschi.

Il bisonte europeo si distingue dal cugino americano fondamentalmente per tre aspetti: le sue dimensioni sono leggermente inferiori, benchè un maschio adulto possa raggiungere e superare i 1000 chili di peso, ha la coda folta simile a quella del cavallo anziché quella tipica dei bovini e riesce a sollevare la testa, mentre il bisonte americano ha schiena e capo allineati; inoltre ha un carattere più mansueto e i combattimenti sono rari. Difficile da credere, ma all’alba è possibile incontrare questi giganti persino nei giardini delle case.    

L’emozioni che Joao ha saputo donarci non sono finite qui, infatti ci ha accompagnati anche in un trekking nel bosco all’imbrunire, aiutandoci a percepire il passaggio dal giorno alla notte quando, a saperlo cogliere, tutto cambia: l’aria cambia di direzione e intensità, svaniscono i profumi dei fiori diurni e si intensificano gli odori del sottobosco, tutti gli uccelli smettono all’unisono il loro canto e dopo pochi minuti di silenzio totale ecco comparire i versi dei gufi e degli insetti notturni; più il buio si intensifica più i nostri occhi fanno fatica a distinguere ciò che ci circonda, ma se sappiamo ascoltare possiamo percepire molto di ciò che avviene accanto a noi, come l’avvicinarsi di un cervo o un animale che si sta abbeverando in una piccola pozza. Eravamo usciti alla ricerca dei lupi, ma abbiamo incontrato pura magia.

Infine abbiamo visitato brevemente Varsavia, una città che è stata rasa al suolo dai bombardamenti ma che ha saputo rinascere dalle proprie ceneri ricostruendo fedelmente il suo bel centro storico, in cui è piacevole passeggiare, alla scoperta di angoli pittoreschi e prelibatezze locali.

Il mondo in tasca - Polonia

Un viaggio breve ma indubbiamente intenso e ricco di emozioni, che ci ha permesso di vivere esperienze uniche in grado di arricchire la nostra mente, toccare il nostro cuore e sanare il nostro corpo.

Solitamente mi piace scrivere reportage che riguardino solo il viaggio in sé, cercando di trasportare i lettori nel mondo descritto e invogliandoli (o perché no, magari distogliendoli) a partire, evitando di sponsorizzare alberghi o gite; ma non capita tutti i giorni di incontrare persone così speciali come Joao Farro, e sarò felice di mettervi in contatto con lui qualora foste interessati a lasciarvi trasportare nella magia dell’ultima foresta primordiale europea.

Il mondo in tasca - Polonia - Reportage

Reportage

Il mondo in tasca - Polonia - Itinerario

Itinerario