Cina

Mio marito ed io ci siamo sempre detti: mai tornare nello stesso posto se non dopo che sia trascorsa almeno una decina d’anni e cerchiamo di cambiare sempre continente rispetto al viaggio precedente

e invece, appena tornati dallo Yunnan, mi sono subito messa al lavoro per organizzare quello che potrei definire un “grand tour della Cina”.

Agosto – settembre 2025

Il mondo in tasca - Cina - Reportage

Sì, contro qualsiasi aspettativa, l’Impero Celeste ci ha talmente colpito ed affascinato che abbiamo deciso di dedicargli un altro lungo viaggio – complice sicuramente l’estensione dell’esenzione del visto – e d’altronde è un territorio talmente ricco, vario e vasto che necessita indubbiamente molto tempo e varie peregrinazioni. Inoltre, se è vero che solitamente prediligiamo le zone più autentiche e meno battute dal turismo di massa (e lo Yunnan è entrato nei nostri cuori proprio per la sua autenticità, naturalezza e semplicità), ci sono luoghi che non possono non essere visitati, e la Cina possiede un patrimonio storico-culturale immenso.

Avere a disposizione quasi un mese ci ha permesso di visitare non solo le “mete imperdibili” e le grandi città con tempi non troppo serrati, ma anche di includere mete meno gettonate, per lo meno dal turismo internazionale (non va dimenticato invece che tutta la Cina gode di un frenetico turismo interno ed è difficile visitare i luoghi più conosciuti in “solitudine”) e soprattutto dedicare una settimana allo stato del Sichuan e alle sue riserve naturalistiche. In effetti la promessa fatta a Lavinia di vedere gli adorabili panda, il suo animale preferito, è stata una grande spinta motivazionale per tornare in Cina.

Aver già effettuato un viaggio in questo immenso paese è stato di grande aiuto, soprattutto per l’organizzazione degli spostamenti e la gestione dei tempi; infatti abbiamo agevolmente compiuto lunghi spostamenti sia in treno che in aereo da una regione all’altra, mentre ci siamo affidati ad un autista privato per raggiungerei parchi naturali e le attrazioni del Sichuan. Come sempre l’affidabilità dei trasporti e il rispetto degli orari in Cina sono stati impeccabili.

Difficile dire cosa ci sia piaciuto di più o di meno di questo lunghissimo ed intenso viaggio incredibilmente interessante: affidandoci per una giornata intera ad un autista/guida privato abbiamo potuto recarci su tratti della Grande Muraglia in scenari davvero unici e non frequentati dal turismo di massa, ritrovandoci a camminare in perfetta solitudine su quella che è indubbiamente una delle meraviglie del mondo moderno; un’esperienza semplicemente stupenda. Se Datong e Pingyao ci hanno regalato emozioni autentiche che solo le cittadine più piccole sanno offrire, Xi’An si è rivelata la meta che ci ha maggiormente colpiti: la ritenevamo imperdibile solo per il famoso Esercito di Terracotta (che in realtà si trova nella campagna circostante), ma non riponevamo alcuna aspettativa sulla città in sé che invece è ci è apparsa come una realtà molto dinamica, festaiola e giovanile; qui la sera ci siamo divertiti molto, abbiamo effettuato lo shopping migliore e abbiamo gustato i migliori ravioli artigianali (meriterebbe senz’altro tornarci).

Anche Chengdu, la capitale del Sichiuan, si è rivelata molto accogliente e dinamica e nella natura rigogliosa della regione abbiamo ritrovato quell’accoglienza calorosa, quell’autentica semplicità e i paesaggi inaspettati che contraddistinguono il nostro amato Yunnan e che ci hanno fatto tornare in questo immenso paese chiamato Cina. L’incontro con i panda nella riserva di Wolong è stata ovviamente tenerissima, ma non vediamo l’ora di poterli osservare liberi in natura: ci abbiamo provato nella Tangjiahe National Natural Reserve, dove torneremo in un futuro prossimo, non appena Lavinia sarà in grado di affrontare trekking più impegnativi e notti in tenda sulla cima delle montagne, l’unico modo per aumentare notevolmente le probabilità di scovare gli amorevoli ma terribilmente riservati panda.

Un volo interno ci ha catapultati tra gli incredibili pinnacoli delle montagne ormai denominate “di Avatar” avendo fatto da sfondo al colossal cinematografico, un luogo di una bellezza unica, dove la natura sembra essersi divertita a creare paesaggi surreali e impossibili, che lascia chiunque senza parole. Infine, dopo esser sopravvissuti a ponti e passerelle di vetro a strapiombo sulle rocce di Zhangjiajie, abbiamo raggiunto la bellissima e futuristica Shanghai, una città proiettata nel domani ma che preserva angoli rimasti fuori del tempo, e dove speriamo di tornare presto.

Il mondo in tasca - Cina - Reportage

Sebbene lo Yunnan abbia toccato maggiormente le nostre anime e penetrato i nostri cuori

certo non possiamo negare che questo “grand tour” della Cina sia stata una gran bella esperienza, uno di quei viaggi che tutti dovrebbe intraprendere almeno una volta nella vita. Siamo tornati con una certezza: sicuramente non si è trattato del nostro ultimo viaggio nell’Impero Celeste, che ormai sembra averci letteralmente conquistati. 

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